mercoledì 17 dicembre 2014

L'ipocrisia occidentale si abbatte sui bambini

Il massacro di ieri a Peshawar, in Pakistan, dove almeno 126 bambini hanno perso la vita, trucidati da estremisti islamici talebani che li hanno cercati aula per aula, per spezzare il sogno di una vita dignitosa attraverso lo studio; è l'ultimo crimine all'infanzia da parte dell'Islam "radicale"; 'che se esiste un Islam moderato, che si sta mobilitando e scorrendo impetuoso per le strade per dichiarare il proprio sdegno e la propria condanna e dissociazione, è pregato di farsi notare meglio. Drammatiche le testimonianze riportate: «Venivano a cercarci nelle classi». I terroristi, di numero imprecisato ma compreso fra sei e nove "uomini", intendeva così vendicare (sic!) l'assegnazione del premio Nobel per la Pace alla pakistana Malala Yousafzai, rea anch'essa di aver rifiutato l'intransigenza talebana, e la cui frequentazione delle scuole fu punita con un colpo di proiettile alla testa.
Mentre il Palazzo di Vetro denuncia compiaciuto il disperato tentativo di Israele di difendersi dalle quotidiane aggressioni esterne e ora interne, sempre in Medio Oriente continua la tragedia del popolo siriano; con la guerra civile che sta per conoscere il quarto anniversario. Lo scorso 22 agosto le stesse Nazioni Unite hanno fornito una stima di 191.000 vittime; ma si tratta di un dato errato per difetto: ad oggi i gruppi di opposizione suggeriscono un conteggio aggiornato ad oltre 250.000 persone.
Drammatico bilancio, aggravato dalla balbuzie occidentali, incerta sul da farsi, e recalcitrante nell'elaborare un intervento sul campo che avrebbe rischiato di essere sfruttato da estremismi ancora più violenti del regime di Damasco. Sta di fatto che i palestinesi morti sono almeno 2.400: più delle vittime dichiarate dall'Ufficio Propaganda di Hamas a Gaza a proposito dell'ultimo conflitto nella Striscia; senza che ciò abbia indignato alcuno. Ma non è tutto.
Secondo l'Oxford Research Group, a novembre 11.500 bambini avevano perso la vita per la guerra civile in Siria; una stima confermata dal Syrian Observatory for Human Rights (SOHR). L'atroce contabilità si arricchisce del numero di rifugiati: quasi 3 milioni di bambini sono costretti a sopravvivere in improbabili campi profughi, principamente in Turchia. Secondo l'IHH  Syrian Studies Press Office, 500.000 bambini in Siria sono rimasti orfani. Diversi hanno subito rudimentali amputazioni, e laceranti ferite da arma da fuoco. Incalcolabile il numero dei traumi psicologici subiti. Secondo l'IHH, i bambini morti nel conflitto in Siria sono ormai 15.000.


Ma l'Occidente non sta a guardare. È di questi giorni l'annuncio della prossima partenza da Atene di una nuova Freedom Flotilla. Destinazione: Gaza. Sì, la Gaza dove stanno piovendo 5 miliardi di dollari, per la gioia di Hamas, che saprà certamente come impiegarli al meglio. Per i bambini della Siria, per quelli del Pakistan, dello Yemen, dell'Iraq, della Somalia, del Sudan, alcuna considerazione.

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