lunedì 26 settembre 2011

Israele: uno stato di apartheid?

di Dennis Prager



Sempre più frequentemente negli ultimi giorni questa accusa è mossa. Curiosamente, quando il Sudafrica era uno stato in cui regnava l'apartheid, nessuna accusa simile veniva mossa nei confronti di Israele. Il motivo per cui l'accusa non veniva mossa allora, e non dovrebbe essere mossa oggi, è il medesimo: non c'è alcun fondo di verità in una simile affermazione.
Per quelli che conoscono Israele, o che vi sono stati almeno una volta, una simile accusa è assurda se non proprio oscena. In effetti si tratta di una calunnia. Ma molti non conoscono a fondo Israele, per cui è opportuno confutare questa accusa.
Anzitutto, che cos'è esattamente uno stato di apartheid? e in questa definizione può rientrare Israele, o se è per questo qualunque altro stato? Andiamo in Sudafrica, il primo stato in cui questo termine ha trovato luogo. Qui dal 1948 al 1994 c'era una politica ufficiale che dichiarava i neri "cittadini di seconda classe" in ogni aspetto della vita: i neri non potevano votare, non potevano rivestire cariche pubbliche (e furono costretti alle dimissioni), non potevano sposare i bianchi e persino non potevano nemmeno frequentare i bagni dei bianchi. Nessuna - nessuna - di queste restrizioni è lontanamente ipotizzabile ai tanti arabi che vivono in Israele.
Un milione e mezzo di arabi vivono in Israele: circa il 20% della popolazione complessiva. Ognuno di essi vanta gli stessi diritti di cui godono tutti gli israeliani; ed è sempre stato così. Possono votare, e si servono di questo diritto; possono essere eletti membri del parlamento israeliano (la "Knesset", NdT), e così fanno; possono essere proprietari di immobili, di aziende, e possono esercitare le libere professioni come tutti gli altri israeliani. Possono essere nominati giudici, e lo sono.

Ecco un esempio molto concreto: era un giudice arabo (arabo!) che condannò l'ex presidente di Israele al carcere per stupro, e nessuno ebbe da obiettare circa la possibilità che si trattasse di un errore di valutazione nei confronti di un presidente ebreo che stava per essere incarcerato. Altro esempio: Reda Mansour è stato il più giovane ambasciatore israeliano della storia; Walid Badir è una stella della squadra nazionale di calcio di Israele; Rana Raslan, araba, è stata nel 1999 Miss Israele; Ismail Khaldi è stato il vice console di Israele a San Francisco; Khaled Abu Toameh è un importante giornalista del Jerusalem Post; Raleb Majadele fino a poco tempo fa ha amministrato il governo israeliano. Sono tutti arabi; nessuno di essi è ebreo. E quanti al di fuori di Israele sanno che tutti i segnali stradali in Israele sono riportati in inglese, in ebraico e in arabo?
Non solo Israele non è uno stato di apartheid, ma gli arabi in Israele sono più liberi di qualsiasi stato arabo confinante. Nessuno cittadino in qualunque stato arabo gode dei diritti civili e delle libertà individuali di cui godono gli arabi in Israele. Questo perché Israele è una democrazia liberale basata sul pluralismo: l'unica in questa parte del mondo.

Si potrebbe obiettare: va bene, ma i palestinesi che vivono in Israele godono di tutti questi diritti; ma che dire dei palestinesi che vivono in quelli che sono noti come "Territori Occupati"? non sono forse trattati in modo differente? Certo che lo sono: perché non sono cittadini israeliani, essendo governati dall'Autorità Palestinese o da Hamas. L'unico controllo che Israele ha sulle vite di queste persone ha luogo quando essi manifestano il desiderio di entrare in Israele. A questo punto sono sottoposte a lunghe code e a stringenti controlli, necessari per prevenire l'ingresso di terroristi.
E che dire della barriera di sicurezza che divide Israele dal West Bank? non è esso un esempio di apartheid? la risposta è ferma e senza dubbi: si tratta della stessa barriera di sicurezza costruita fra Stati Uniti e Messico, che certo non è noto come esempio di apartheid. Israele ha costruito la barriera di sicurezza al solo scopo di impedire ai terroristi di entrare in Israele e ammazzare la sua gente. E sapete una cosa? ha funzionato! La barriera, rappresentata perlopiù da un recinto elettronico, è stato costruito nel 2002 dopo che le bombe suicide palestinesi hanno ammazzato i cittadini israeliani negli autobus, per le strade e nei ristoranti. Dopo che il "muro" è stato costruito, il terrorismo è crollato (dai 220 morti del 2002 si è scesi ai 142 morti del 2003, ai 55 morti del 2004, ai 23 morti del 2005, ai 15 morti del 2006 e ai 3 morti del 2007, NdT) fin quasi a zero.

Per cui in definitiva perché Israele è raffigurato come uno stato di apartheid? perché il confronto con lo stato più liberale mette in difficoltà molti stati del medio oriente, che cercano di persuadere la gente disinformata che il sistema vigente in Israele non ha diritto ad esistere, così come l'apartheid del Sudafrica non avevo alcun diritto per perpetrarsi.
E se non credete a me, chiedetelo alle persone che conoscono la realtà meglio di chiunque altro, quale menzogna sia quella che raffigura Israele come stato di apartheid: chiedetelo a quell'israeliano arabo su cinque. Ed è questo il motivo per cui essi preferiscono vivere nello stato degli ebrei (l'82% degli israeliani arabi) anziché in qualunque altro stato arabo.

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