sabato 25 ottobre 2014

"Not in my name": campagna lodevole ma mistificatoria

di Jake Neuman*

In risposta agli atti barbarici dello Stato Islamico in Medio Oriente, nel Regno Unito i musulmani hanno avviato una campagna intitolata "Not in My Name" (Non a nome mio, NdT). Ad essere benevoli la si può definire una campagna di disinformazione per ingannare i non musulmani ignari circa gli insegnamenti macabramente violenti dell'Islam. Ecco alcune citazioni degli organizzatori:

«I musulmani britannici prendono posizioni contro lo Stato Islamico, lanciando una campagna sui sociale media per recapitare un importante messaggio: odio e violenza non rappresentano questa religione».

«In tanti ritengono che gli estremisti si nascondano dietro un falso Islam».

Qadir, uno degli organizzatori, si dichiara stanco come musulmano di essere etichettato come terrorista in quanto musulmano a causa di gruppi che commettono atti terroristici, afferma: «il mondo non comprende che tutto ciò non è consentito sotto l'Islam... noi vogliamo dichiarare al mondo che questi gruppi non rappresentano la nostra fede. Nell'Islam non c'è spazio per questi gruppi; essi si nascondono dietro la nostra fede per giustificare gli atti atroci che commettono».


Campagne di questo tenore sono state lanciate in Germania e in Francia. Aiman Mazyek, segretario del Consiglio Centrale dei Musulmani di Germania, afferma: «il giorno di preghiera nazionale è stato impiegato per chiarire che terroristi e criminali non agiscono in nome dell'Islam: essi calpestano i comandamenti della nostra religione, e assassini e criminali non trovano spazio fra i nostri ranghi».

Asfar, uno dei musulmani francesi che hanno organizzato la campagna, aggiunge: «Ciò che compie lo Stato Islamico va in direzione opposta ai valori dell'Islam», sottolineando che uccidere, convertire forzatamente all'Islam e opprimere le donne non è mai stato parte della religione islamica.

In altre circostanze, studiosi dell'Islam e leader musulmani di tutto il mondo si sono riuniti per condannare lo Stato Islamico e il suo leader Abu Bakr al-Baghdadi, pubblicando una lettera con cui si accusa Baghdadi di non dimostrare rispetto per i principi cardine dell'Islam.


Ma lo Stato Islamico È l'Islam!

Ma l'ISIS è davvero l'Islam in azione. Lo Stato Islamico segue esattamente i precetti del Corano e della Sunna di Maometto. Uccidono, stuprano, riducono in schiavitù e depredano esattamente come il profeta Maometto fece un centinaio di volte, partecipando egli stessi in 27 di queste campagne. Ha compiuto assassini di massa, stupri, torture, atti di terrorismo e schiavismo. Maometto ha ucciso oltre 3000 persone, e stuprato e ridotto in schiavitù a migliaia. Bisognerebbe documentarsi sui crimini commessi da Maometto.
Nel sostenere che «odio e violenza non rappresentano questa religione», che «assassini e criminali non trovano posto nei nostri ranghi», e che «quello che commette lo Stato Islamico è contrario ai valori dell'Islam», questi propagandisti dell'Islam si cimentano in una campagna di falsità e inganni. La realtà è che lo Stato Islamico agisce sulla base dei precetti e degli atroci insegnamenti contenuti nei versetti del Corano 47:4, 5:33, 9:29, 9:5 e 3:151. Ad esempio:

Corano, 47:4: «Quando incontrate i miscredenti, colpiteli al collo finché non li abbiate soggiogati, poi
legateli strettamente. In seguito liberateli graziosamente o in cambio di un riscatto, finché la guerra non abbia fine. Questo è [l'ordine di Allah]».

Corano, 3:151: «Getteremo il terrore nei cuori dei miscredenti».

Simili messaggi di diffusione del terrorismo possono essere rinvenuti nelle tradizioni del Profeta; ad esempio in Bukhari 4:52.220: «Ho conseguito le vittorie attraverso il terrore».

Nell'Islam fondamentale, ogni parola del Corano proviene dalla bocca del dio islamico Allah, e ogni buon musulmano deve agire sulla base di esse. In caso contrario, diventa un apostata.
A conforto di chi si cimenta in questa propaganda, e per gli studiosi islamici, ciò che lo Stato Islamico compie non è definibile crimine alla luce della dottrina islamica. Dopotutto, stanno semplicemente emulando il profeta dell'Islam, in concordanza con i comandi di Allah contenuti nel Corano. Pertanto, agli occhi dell'Islam, i jihadisti dello Stato Islamico sono guerriglieri sacri consacrati da Allah, intenti a compiere gli atti divini dell'Islam: ridurre in schiavitù gli infedeli e rimanerne vittima nel processo (Corano 9:111).
In definitiva:

Lo Stato Islamico semplicemente segue i 164 precetti del Jihad contenuti nel Corano;

Lo Stato Islamico stupra e riduce in schiavitù donne cristiane, sciite e yazide secondo quanto dispone il Corano (4.3, 4:24);

Lo Stato Islamico tortura gli infedeli e gli oppositori, secondo quanto disposto nel Corano a 22:19-22M

Lo Stato Islamico pratica la crocifissione, secondo quanto disposto dal Corano in 5:33;

Lo Stato Islamico decapita gli oppositori e gli infedeli, secondo quanto disposto nel Corano in 8:12 e 47:4;

Lo Stato Islamico maltratta le donne, e le consideri inferiori e oggetto sessuale secondo quanto disposto dal Corano (4:34, 2:228, 4:11, 4:176 e 2:223);

Lo Stato Islamico commette omicidi di massa come indicato nel Corano (2:191, 9:5, 8:67 e 7:4);

Lo Stato Islamico pratica il genocidio dei cristiani (come degli yazidi e di altri non sunniti) secondo quanto dispone il Corano a 8:17;

Lo Stato Islamico terrorizza perché è il Corano (8:60) a prescriverlo;

Lo Stato Islamico glorifica il martirio mentre si impegna ad uccidere i kafiri, come mezzo per assicurarsi l'accesso al paradiso orgiastico di Allah, secondo quanto insegnato dal Corano a 9:111;

Lo Stato Islamico saccheggia e depreda secondo la surah 8 del Corano, che dispone il saccheggio di guerra;

Lo Stato Islamico impone a tutte le altre religioni la sottomissione all'Islam, secondo i precetti del Corano 2.103, 2.286, 3.19 e 48.16;

Lo Stato Islamico riduce in schiavitù gli infedeli, e pratica il commercio degli schiavi, secondo il Corano 2.178;

Lo Stato Islamico pretende la jizya dai cristiani secondo il Corano 9:29.

In effetti, ogni azione dello Stato Islamico è basato sugli insegnamenti e i precetti del Corano e della
tradizione del profeta, come sa benissimo ogni lettore del Corano e della Sunna. Ciò dovrebbe essere molto chiaro ai militanti dell'Islam che si impegnano nel condannare le azioni dello Stato Islamico. Risulta pertanto evidente che i militanti di Not in My Name sono impegnati in una campagna di palese disinformazione e di menzogne, per sviare i non musulmani.
Il mondo affronta oggi serie sfide dalle forze primitive e oscurantiste dell'Islam, che ottengono ispirazione e sostegno ideologico dall'Islam. E mette a repentaglio il futuro di progresso e pace di tutti noi: sia musulmani che non musulmani.
Quello di cui abbiamo bisogno dai musulmani di buona volontà non è una campagna di disinformazione e di inganni, ma onestà e coraggio nel riconoscere i minacciosi insegnamenti del Corano e della Sunna, ragionando sul modo più opportuno con cui avere a che fare con essi.

* Not In My Name: A Campaign of Disinformation and Deception
su VinMedia.

3 commenti:

  1. Not much insight here, sadly, and very little empathy.
    There's nothing mystifying at all about it, especially for those being persecuted by bigots. Those likely to suffer a backlash from xenophobes and the thugs of far-right nationalist groups.

    And it's about time intelligent, humane people started differentiating between ordinary Muslims and Islamism, a far right religio/political movement. Speak to those who escaped from Iran after Khomeni returned to create an Islamic theocracy? Ask them how much they enjoyed living under such a repressive regime? The majority of Iran's Shia Muslims were secular before the Ayatollah returned and forced them to be otherwise.
    Try talking to the likes of Maryam Namzie. Ask her about religious apologists for Islamism, and how those apologists only make life doubly bad for ordinary Muslims. Ask British Muslims like Adil Ray, he's an actor, instead of the usual mouthpieces for IslamoFacists.

    The word "Islamophobia" was coined by Islamists precisely to shut down any discussion or criticism of Islamic ideology. Ordinary Muslims themselves are forbidden on pain of death from criticising anything about their religious ideology. Those who do are treated as apostates. If caught they are flogged, imprisoned and even executed. Apologists for Islamism support all this. They lump all Muslims into the one convenient category. It would be like forcing all Catholics into the category that supported the Inquisition. Or all Germans into the "Nazi" category.

    My heart is with all the Muslims and ex-Muslims who stand up to be counted by saying "Not In My Name". They are courageous beyond words because this is the only way they can criticise the medieval religious dogma that motivates atrocities like last night in Paris. What they're doing is necessary, brave and not at all mystifying.

    NB. It's notable you don't list all the violent passages from the Old and New Testaments of the Bible. It's not as if the Catholic church hasn't in the past indulged in orgies of violence against the "wrong" types of people by following their religious texts to the letter. Modern day Christians are just as fond of denying their past and fantasising about how their religious texts aren't violent or hateful isn't violent. Go to parts of Africa and the Far East to see how murderously "unviolent" Christianity can be.
    I'm not sure you'd be happy if the penalty for criticising your religion was death. You have secularism to thank for the fact that you can criticise any religion you like. Why on Earth do you think so many Muslims are trying to escape from ISIS?
    The point is that most religious people, whatever their religions, aren't "fundamentalists". They may be champion denialists about the violence of their fundamental religions... but for the most part they aren't violent themselves.
    I speak as a lifelong atheist.

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