sabato 30 aprile 2016

Il test dell'antisemitismo

Abbiamo un problema. A cena, alla presentazione dell'ultimo libro di quell'autore tanto osannato, al concerto a teatro, al raduno degli appassionati di fotografia, alla lezione di tango argentino; purtroppo, per quanto ci si impegni, non si riuscirà ad evitare la presenza del(la) idiota che ci accuserà di essere antisemiti per qualche affermazione sfuggita via dopo il terzo mojito. E via a spiegare che, no, «io sono antisionista, non antisemita», che «dopotutto anche gli arabi sono semiti», che «ho amici fra gli ebrei, eppure...», che «alla base di tutti i problemi c'è il conflitto israelo-palestinese»: nonostante l'affannosa ricerca di una frase che riabiliti davanti agli occhi sconcertati degli amici, la sensazione di aver detto una cavolata persisterà.
Onde evitare di rinunciare alla propria vita sociale, e di essere espulsi dalle liste WhatsApp di tutto il mondo, sarà bene svolgere questo rapido test che chiarirà una volta per tutte la vostra reale natura.
Nel caso si risponda affermativamente ad almeno una dichiarazione, sì, siete antisemiti. Ma non c'è problema: il mondo è pieno di bastardi pronti a congratularvi con voi!

1) Dichiari che i musulmani che fecero saltare in aria un bus a Londra nel 2005 siano terroristi, mentre i musulmani che fanno saltare in aria autobus a Gerusalemme non lo sono;
2) affermi che invocare la distruzione dello stato ebraico non sia antisemitismo; ma criticare il terrorismo islamico equivale ad "islamofobia";
3) sostieni che la gente criticata per esprimere posizioni tipo «Israele deve essere distrutto» sia vittima di una sporca campagna sionista;
4) ti affanni a spiegare che Israele è un "problema" che deve essere risolto; ma non ti sogni di pensare altrettanto con riferimento alla Libia, alla Corea del Nord, allo Yemen, all'Arabia Saudita; o se è per questo, al Regno Unito, agli Stati Uniti, alla Francia o a qualunque altro stato;
5) ti affretti ad aggiungere un "ma" all'affermazione «Israele ha il diritto di esistere»;
6) precisi di non essere antisemita, ma non esisti a calunniare Israele per la sua "apartheid", prendendo per valide le menzogne degli antisemiti che non prenderesti mai in seria considerazione se fossero proposte per un altro stato;
7) ti mobiliti per i "palestinesi", ma non ti curi per le centinaia di altri popoli al mondo che abbisognerebbero della stessa considerazione, credendo davvero che i primi siano meritevoli, a differenza degli altri, di tutte le possibili simpatie;
8) argomenti che Israele abbia adottato "sproporzione" nell'uso della forza, ma non ti sogneresti mai di formulare la medesima accusa qualora un qualsiasi altro stato fosse stato bersagliato da analogo terrorismo;
9) appoggi il boicottaggio di Israele, ma non di qualunque altro stato al mondo, attivamente oggetto di altre dispute politiche o ideologiche;
10) fai circolare calunnie del tipo «Israele uccide i bambini» in mancanza di prove; soltanto perché qualche altro antisemita te lo ha detto, o ha postato un'immagine farlocca e facilmente confutabile.

H/t: Edgar Davidson.

1 commento:

  1. roberto fiaschi30 aprile 2016 17:01

    Ottimo articolo. Aggiungerei soltanto, relativamente al punto 10, le uccisioni di ragazzini dei quali nessuno s'interessa, in primis i cosiddetti "pacifisti". Riporto parte di un articolo:


    "Lo scorso anno [2015] nella sola Rio de Janeiro la polizia ha ucciso almeno 307 persone; nel 2014, anno dei mondiali di calcio, la polizia uccise 580 persone. Dall'inizio del mese la polizia ha ucciso almeno 11 persone nelle favelas di Rio de Janeiro, i cui abitanti stanno vivendo nel terrore. È quanto denuncia Amnesty International, a 100 giorni dall'inizio delle Olimpiadi. L'organizzazione ricorda che "lo scorso anno nella sola Rio de Janeiro la polizia ha ucciso almeno 307 persone, un quinto degli omicidi avvenuti nella città". Le autorità non solo non portano in giudizio i responsabili ma stanno assumendo un approccio sempre più deciso nei confronti di proteste di piazza, in larga parte pacifiche. [...] La maggior parte delle vittime erano giovani neri delle favelas e di altre aree di emarginazione. [...] Nelle prime tre settimane dell'aprile 2016, almeno 11 persone sono state uccise nel corso di operazioni di polizia. Nei primi tre mesi del 2016 gli omicidi a seguiti di intervento delle forze di polizia nella città di Rio sono aumentati del 10 per cento rispetto allo stesso periodo del 2015. Rispetto al 2013, nel 2015 gli omicidi a seguito di intervento delle forze di polizia nello stato di Rio sono aumentati del 54 per cento".


    http://ninofezzacinereporter.blogspot.it/2016/04/olimpiadi-amnesty-denuncia-omicidi.html

    roberto fiaschi

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