venerdì 12 settembre 2014

Quanto sono spontanee le dimostrazioni a favore dei palestinesi?

di David Oman*

Sono note a tutti le virulente manifestazioni a favore di Hamas o comunque antisemite, sperimentate in Europa e negli Stati Uniti; ma si sa poco del ruolo organizzativo giocato dai Fratelli Musulmani, di cui Hamas è una costola. Ne abbiamo parlato con Steven Merley, investigatore, ricercatore e analista con una vasta esperienza nell'esaminare le reti clandestine e complesse affiliate ai Fratelli Musulman in tutto il mondo occidentale.
Merley è senior analyst presso la Kronos Advisory LLC, dove si occupa di analizzare le reti globali dei Fratelli Musulmani (FM), e pubblica e redige il Global Muslim Brotherhood Daily Watch, una raccolta giornaliera di notizie sugli sviluppi mondiali dei FM.

In che misura le organizzazioni affiliate ai FM sono coinvolte nelle numerose e non di rado violente dimostrazioni anti-israeliane e simpatizzanti nei confronti di Hamas sperimentate in tutto il mondo durante l'ultimo conflitto?

Soffermiamoci sulla nazione che rappresenta lo snodo principale per la maggior parte dei FM: il Regno Unito. Non c'è alcun dubbio sul fatto che la Fratellanza è l'ispiratrice di queste manifestazioni, al di là delle etichette che si leggono di volta in volta: c'è la British Muslim Initiative, i Friends of Al-Aqsa, il Palestine Forum in Britain. Si tratta di gruppi affiliati ai FM, e quindi ad Hamas. Da anni architettano queste manifestazioni, in collaborazione con movimenti di estrema sinistra come
Stop the War Coalition e Campaign for Nuclear Disarmament.
Ogni volta che succede qualcosa a Gaza, si leggono gli stessi sponsor, gli stessi gruppi, le stesse insegne. C'è chi dice che queste organizzazioni non sono direttamente riconducibili alla Fratellanza, ma in effetti fanno parte della rete della Fratellanza Globale (Global Muslim Brotherhood, GMB): qualcosa che va al di là dei singoli, ma che al contempo è più di un singolo gruppo, sebbene non sia riconducibile ad una struttura gerarchica. In altre parole, è una rete vera e propria. In generale, la Fratellanza Musulmana ha giocato un ruolo primario nell'organizzare queste manifestazioni in tutta Europa.
Il Regno Unito è molto più rilevante di qualunque altro stato d'Europa. I movimenti di estrema sinistra filo-islamici sembrano irremovibili, e non sembrano urtati dai sentimenti antisemiti che emergono da queste manifestazioni. I gruppi affiliati ai FM, tuttavia, sono risoluti nel negare l'ispirazione antisemita, e ammettono solo di essere antisionisti; fornendo come esempio Neturei Karta.


La Fratellanza ha avuto un ruolo nelle varie flottiglie dirette a Gaza?

Anzitutto, i FM sono stati strumentali nell'instillare nel dibattito il linguaggio ad effetto, lanciando slogan come "massacro", "genocidio", "assedio", e così via. Nel 2010 dimostrai come la GMB si celava dietro la prima spedizione, e lo stesso è stato per la seconda flottiglie e per le ventilate successive. Si tratta sempre della stessa rete e dei gruppi di estrema sinistra.
La "European Campaign to End the Siege on Gaza" e la "International Campaign to Lift the Siege on Gaza " sono senza dubbi filiazioni dei Fratelli Musulmani. Anche la IHH - l'organizzazione turca che ha armato la prima flottiglia - è prossima ad Hamas, e ha appena firmato un accordo di collaborazione strategica con il Qatar: questo per evidenziare il ruolo di Turchia e Qatar come sponsor principali di FM e Hamas.

Le varie organizzazioni legate alla Fratellanza in Europa, rappresentano appieno le comunità musulmane?

Ovviamente no. Hanno sempre sostenuto di rappresentarle, ma non c'è mai stata alcuna prova che indichi che godano di ampio supporto fra le comunità islamiche. Tuttavia, sono quelle che vantano la migliore organizzazione e i più ampi sostegni finanziari. Ad esempio, ritengo che il musulmano medio in Europa non abbia mai sentito parlare dell'European Council for Fatwa Research che fa capo a Sheikh Yusuf Qaradawi; eppure si tratta dell'istituzione che si vanta di rappresentare l'Islam in Europa, malgrado il fatto che la maggior parte dei suoi esponenti viva al di fuori del Vecchio Continente.

La rete dei FM gode di influenza nei confronti dell'opinione pubblica e dei governi di Europa e Stati Uniti?

Sì, nella misura in cui sono giudicati rappresentativi del mondo musulmano: questo è il problema. Per cui se un gruppo si esprime sul conflitto a Gaza, e i media lo classificano come organizzazione islamica ufficiale, finiranno per avere un impatto. Occorre realizzare delle ricerche sulla capacità dei FM di influenzare l'opinione pubblica generale.
Questo ci riporta ad una precedente domanda: gli Esecutivi europei sono sempre alla ricerca di interlocutori, soggetti con i quali dialogare e con i quali affrontare le problematiche che afferiscono il mondo musulmano. Una delle priorità strategiche dei FM è di essere riconosciuti come legittimi portavoce delle comunità islamiche nei vari paesi in cui essi operano, in modo da essere in grado di influenzare il dibattito. Bisogna esaminare caso per caso per capire in che misura i media e i governi cooperano con essi.


Voglio dire, che per esempio nel Regno Unito ha preso la moschea di Finsbury Park, a Londra, e l'ha consegnata da Abu Hamza ai FM. Negli Stati Uniti è diverso: il CAIR (Council on American–Islamic Relations, NdT) è "out"; ma la ISNA (Islamic Society of North America, NdT) è "in", e il presidente dell'ISNA si intrattiene abitualmente a colloquio con Obama, riuscendo in questo senso ad essere influente (Nel 2007 l'ISNA è stata etichettata dal Dipartimento della Giustizia come co-cospiratrice nel processo alla Holy Land Foundation, che raccoglieva fondi negli Stati Uniti per conto di Hamas. E l'ex presidente USA Jimmy Carter è stato la scorsa settimana fra i relatori principali alla conferenza annuale dell'ISNA, NdR).
Ci sono persone, collegate alla Fratellanza, che risultano essere funzionari o collaboratori nell'Amministrazione Obama. In effetti lo sviluppo più rilevante nella rete globale della Fratellanza Musulmana, riguarda la costituzione di presunte organizzazioni per i diritti umani, pseudo agenzie di informazione e pseudo gruppi di opposizione siriana ed egiziana, nel tentativo di influenzare la politica occidentale. Si tratta di una tendenza molto inquietante perché analisti e stampa sembrano incapaci di scorgere la realtà.

In che misura la Fratellanza è responsabile per la radicalizzazione dei giovani europei e americani, che accorrono ad unirsi ai gruppi jihadisti in Siria e Iraq?

C'è sempre stato un orientamento nel governo, e in modo particolare nell'Amministrazione Obama, secondo cui "dobbiamo collaborare con i gruppi moderati come i FM, il che fungerà da argine nei confronti di gruppi ancora più estremisti; ebbene, questa strategia non ha funzionato.
La Fratellanza è fra coloro che hanno incoraggiato il concetto secondo cui l'Occidente sia in guerra con l'Islam, il che di sicuro contribuisce al processo di radicalizzazione in atto. I membri dei FM in Europa e America possono non andare a combattere in Siria, sebbene la Fratellanza sostenga apertamente quella fazione; ma se si ritiene che i FM sono un'organizzazione terroristica radicale, la Fratellanza finisce per diventare decisiva.
La stessa "Palestina" finisce per essere un elemento centrale per la Fratellanza, come si è notato dal discorso di Qaradawi. Non è vero che esiste una muraglia fra Hamas (o la Fratellanza Musulmana) e Al Qaeda e i movimenti jihadisti globali. Questo è quello che i media vorrebbero farci credere, perché è di più immediata comprensione. Sarebbe come affermare che gli sciiti non collaborano con i sunniti: è ridicolo.
Ad esempio, prendi la Global Anti Aggression Campaign, che è un organismo dove i jihadisti siedono felicemente con i FM. Sono sicuramente in competizione, più di chiunque altro; ma non si schierano moralmente o sostanzialmente gli uni contro gli altri, come spesso sono raffigurati. Gaza è un esempio eclatante, a tal riguardo.

* On Those "Spontaneous" Pro-Hamas Demonstrations
su Mida.org.il

Nessun commento:

Posta un commento