L'unica conseguenza positiva del rallentamento macro globale è stato il crollo delle quotazioni del petrolio, sceso in meno di quattro mesi da 115 a 80 dollari per barile.
Molti stati per autofinanziarsi devono vendere il greggio ad almeno 90 dollari. Così l'Iran è costretto a stringere la cinghia. E per adesso non passa più soldi ai terroristi di Hamas (non penso che basti la delusione per il mancato appoggio fornito da Hamas ad Assad per spiegare il taglio dei fondi elargiti all'organizzazione terroristica).
D'altra parte, glielo dissero a chiare lettere a Clinton ai tempi della prima elezione: "it's the economy, stupid!"
Non saranno le rivolte a mandare a casa i dittatori, di tutte le latitudini; ma è la fame. E se il petrolio continuerà a scendere, per Ahmadinejad si metterà sempre più male...
domenica 21 agosto 2011
Viva la recessione
Colpi proibiti
Hamas sta lanciando colpi di mortaio verso Israele.
Nulla di nuovo. La novità è che sta lanciando ordigni al fosforo, vietati da tutte le convenzioni internazionali (incluse quelle - ovviamente ignorate - che scoraggiano l'uccisione di civili ed innocenti).
Qualcuno ricorderà che durante l'operazione "Piombo Fuso" (fine 2008 - inizio 2009) l'esercito israeliano fu accusato di aver fatto lo stesso.
FYI, la Croce Rossa Internazionale ha smentito decisamente questa pratica, come peraltro a suo tempo sottolineato (inutilmente) dall'IDF.
La stessa CRI a cui è preclusa la visita di Gilad Shalit, il soldato israeliano catturato da un commando di palestinesi in territorio israeliano, e rinchiuso nelle carceri di Hamas a Gaza da cinque anni.
Etichette:
CRI,
Croce Rossa,
Gaza,
Gilad Shalit,
Hamas
I casi sono due...
anzi tre:
1) i terroristi che giovedì dal Sinai hanno ammazzato otto israeliani, ferendone diverse diecine, in una serie di attentati che hanno colpito la cittadina di Eilat, sono davvero egiziani. Difficile, ma se così fosse sarebbe una palese violazione del trattato di pace in essere dal 1979 fra Israele ed Egitto, e dimostrerebbe la piega presa da quelle parti dalla cosiddetta "primavera araba";
2) i terroristi provenienti dalle file di Hamas, come dimostrerebbe l'estrema organizzazione che questo attentato richiedeva e l'efficacia conseguita. E' l'ipotesi più probabile, e dimostra la natura di chi il mese prossimo vuole presentarsi alle Nazioni Unite per chiedere il riconoscimento di stato di Palestina: un covo di delinquenti che in tre giorni ha lanciato oltre cento attacchi verso lo stato confinante, ponendo formalmente fine ad una tregua che peraltro in due anni non è mai stata rispettata;
3) i terroristi provengono da Gaza, ma non sono riconducibili direttamente ad Hamas. Improbabile, ma se così fosse dimostrerebbe lo scarso controllo degli estremisti islamici nella Striscia. Come peraltro testimonia lo sgozzamento del cooperante italiano Vittorio Arrigoni avvenuta lo scorso aprile per mano di terroristi islamici.
Nel secondo come nel terzo caso l'Egitto fa bene a chiedere spiegazioni ad Israele per l'uccisione di tre propri soldati in seguito alle reazioni poste in essere dall'esercito con la stella di David (e Israele dovrà spiegare come si è manifestato questo tragico errore); ma l'Egitto a sua volta dovrebbe spiegare come sia possibile che un commando di terroristi sia penetrato nel suo territorio, abbia percorso diecine di chilometri armato fino ai denti, e abbia potuto tornare tranquillamente a casa dopo aver eseguito l'attentato.
Non si può escludere che i militari egiziani siano in realtà stati colpiti dagli stessi terroristi, ovvero che essi si siano serviti dei primi come scudi prima di dileguarsi. Da notare che i terroristi indossavano divise egiziane.
Detto in altre parole
L'Austria organizza un atto terroristico ai danni dell'Italia: lancia dei missili e colpisce un autobus, uccidendo otto persone e ferendone una trentina. Un atto di guerra? beh, sì...
Degno di suscitare una reazione? sì, se si ritiene che l'atto possa essere perpetrato. Ma nel frattempo che succede? che la Germania punta i piedi all'ONU e impedisce che venga emessa una risoluzione di condanna nei confronti dell'Austria. Pazzesco, no?
Ma dopotutto è quanto successo in Israele, dove un autobus di linea è stato raggiunto dai missili lanciati dal Sinai (Egitto) da terroristi palestinesi provenienti da Gaza, e penetrati in Egitto per l'abbandono dei confini da parte dell'esercito privo delle direttive in tal senso di Mubarak (ci stanno facendo rimpiangere un dittatore...)
Succede che l'aggressione terroristica fa morti e feriti, scatena la naturale reazione israeliana, ma il Libano, governato di fatto da Hezbollah (legato ai terroristi di Hamas che comandano a Gaza) punta i piedi e vieta che venga emessa una risoluzione di condanna nei confronti dei palestinesi.
Adesso tutto diventa più comprensibile e meno pazzesco: Israele deve salire sempre sul banco degli imputati, non sia mai che possa risultare vittima. Solo le vittime dell'Olocausto fanno tenerezza e pietà; non gli ebrei di oggi. Dal 1948 in poi soltanto gli israeliani ammazzati dagli Scud di Saddam Hussein hanno commosso il mondo: la reazione allora fu la totale passività di fronte agli eventi.
Degno di suscitare una reazione? sì, se si ritiene che l'atto possa essere perpetrato. Ma nel frattempo che succede? che la Germania punta i piedi all'ONU e impedisce che venga emessa una risoluzione di condanna nei confronti dell'Austria. Pazzesco, no?
Ma dopotutto è quanto successo in Israele, dove un autobus di linea è stato raggiunto dai missili lanciati dal Sinai (Egitto) da terroristi palestinesi provenienti da Gaza, e penetrati in Egitto per l'abbandono dei confini da parte dell'esercito privo delle direttive in tal senso di Mubarak (ci stanno facendo rimpiangere un dittatore...)
Succede che l'aggressione terroristica fa morti e feriti, scatena la naturale reazione israeliana, ma il Libano, governato di fatto da Hezbollah (legato ai terroristi di Hamas che comandano a Gaza) punta i piedi e vieta che venga emessa una risoluzione di condanna nei confronti dei palestinesi.
Adesso tutto diventa più comprensibile e meno pazzesco: Israele deve salire sempre sul banco degli imputati, non sia mai che possa risultare vittima. Solo le vittime dell'Olocausto fanno tenerezza e pietà; non gli ebrei di oggi. Dal 1948 in poi soltanto gli israeliani ammazzati dagli Scud di Saddam Hussein hanno commosso il mondo: la reazione allora fu la totale passività di fronte agli eventi.
Sempre la solita storia
Oltre cento razzi e missili sono stati sparati dalla Striscia di Gaza contro Israele. Ma le redazioni dei giornali italiani devono essere ancora in ferie, perché non si trova traccia di questa notizia sulle versioni online.
Dopo l'aggressione palestinese a sud di Israele, che ha provocato otto morti e diverse diecine di feriti, e dopo il morto e i feriti (fra cui un bambino di pochi mesi) dell'attacco di ieri, sui giornali trova spazio soltanto la comprensibile reazione israeliana all'aggressione dei terroristi palestinesi.
Non certo il modo migliore per prepararsi alla formale richiesta di riconoscimento statuale da parte dei palestinesi, no?
Insomma, come sempre da Gaza parte l'attacco, e da Israele parte la reazione finalizzata ad impedire che la minaccia si perpetri, ma i media occidentali si risvegliano dal torpore soltanto per documentare ed enfatizzare quest'ultima, trascurando l'azione che l'ha provocata. Un aggressione da parte di Israele ai danni di Gaza e Cisgiordania non è mai stata registrata, e probabilmente non sarà registrata mai. Ma sul banco degli imputati a salire è sempre e soltanto l'aggressore, e mai la vittima.
Etichette:
Gaza,
Israele,
media,
palestinesi
sabato 20 agosto 2011
Nuova pista sulla strage di Bologna
Qualcuno ancora crede che la strage di Bologna del 1980 è stata di matrice neofascista?
La procura di Bologna ha iscritto nel registro degli indagati due tedeschi, legati al terrorista filopalestinese Ilich Ramirez Sanchez, detto Carlos...
Già Cossiga prima di morire di fatto scagionò Fioravanti e Mambro dall'accusa di aver organizzato la strage di Bologna, sostenendo che in realtà si era trattato di esplosivo che le organizzazioni palestinesi facevano circolare liberamente sul territorio nazionale, con il consenso tacito del governo, che in cambio otteneva così l'immunità per gli italiani (tranne quelli di religione ebraica).
L'iscrizione nel registro degli indagati di Thomas Kram e Margot Frohlich porta a "Carlos", legato negli anni' 70 al "Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina" e al dittatore Hugo Chavez.
Rimpiangere Mubarak
L'attentato contro il bus israeliano da parte dei palestinesi dimostra che la "primavera araba" ha partorito già il primo mostro: la penisola del Sinai, egiziana, è ormai terra di nessuno, preda di bande che sferreranno attacchi coperti dal silenzio occidentale. Il Sinai diventerà la nuova roccaforte di Al Queda.
Nel frattempo, quasi 50 missili sono stati sparati da Gaza verso Israele soltanto nelle ultime 48 ore.
Se ci fosse stato Mubarak al potere, questa escalation non sarebbe successa: l'esercito egiziano avrebbe sorvegliato la frontiera, e impedito la penetrazione dei terroristi palestinesi da Gaza.
Invece di farsi prendere dalla frenesia, l'Occidente non si poteva limitare a comportarsi come fa oggi con Assad, chiedendo bonariamente riforme? forse Mubarak ha ammazzato molto più di duemila civili?...
E in tutto questo contesto, la famigliola Obama è beatamente in vacanza, e a Washington non hanno la più pallida idea di come comportarsi in Libia, in Egitto, in Siria e con i palestinesi.
E incombe il torrido mese di settembre...
...e in Iran Ahmadinejad è libero di fare i cazzi suoi...
...e in Iraq e Afghanistan si combatte ancora...
Etichette:
Egitto,
Gaza,
Israele,
Mubarak,
palestinesi
Iscriviti a:
Post (Atom)