
Quel blocco è stato giudicato legittimo da una commissione delle Nazioni Unite appositamente istituita; ma nei giorni immediatamente successivi alla vicenda non mancarono aspre polemiche, alimentate da una stampa disorientata dai dispacci dei militanti dell'IHH, che armò la spedizione, in spregio al diritto internazionale, e che risulta non a caso affiliata all'ISM, organizzazione filoislamica collegata proprio ad Hamas.
In una nota dello scorso 8 aprile, la BBC ha riveduto ancora una volta la copertura dell'evento, rimuovendo il termine "aiuti" (umanitari, NdR) dalla descrizione della missione della Mavi Marmara: non già aiuti umanitari, conteneva l'imbarcazione. Questo, lo sappiamo da tempo.
Inoltre, i membri dell'equipaggio non sono più classificati come "passeggeri", bensì come "attivisti". Due distinzioni sottili, eppure rilevanti. Soprattutto, però, tardive: non solo per la descrizione distorta ed erronea della vicenda, che in più lettori e telespettatori indusse il convincimento che effettivamente la Freedom Flottilla trasportasse viveri e medicinali alla popolazione palestinese di Gaza (viveri e medicinali in verità parzialmente presenti nelle stive; ma scaduti e inutilizzabili); ma anche per la reputazione e l'immagine di una istituzione una volta gloriosa, e oggi dalla dubbia autorevolezza.
H/t: BBCwatch.
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